La Scuola di Narrazione Artistica Poliespressiva “Charles Dickens”
L’unica Scuola dove potete acquisire le molteplici e straordinarie capacità dei Maestri della Tradizione Umanistica ricavandole dallo studio sistematico delle opere immortali che essi hanno lasciato in eredità al mondo intero. Un Sistema formativo a più livelli per scoprire e apprendere come sono fatti e come funzionano quei capolavori senza tempo e senza frontiere in cui sono implicitamente racchiuse le soluzioni e le regole per fare Arte con la Scienza.
L’ambiente iper-autoriale
3. Gli obbiettivi
Perché studiare la narrazione meta-iper-testuale e come utilizzarla per creare nuovi strumenti di apprendimento, come cicli di lezioni multiprospettiche e multiplanari, sistemi di studio reticolare, sentieri esplorativi intertestuali, mostre e spettacoli multimediali
Quale può essere l’obiettivo principale di un «Ambiente di Studio Iper-autoriale»? Quello di incrementare il numero delle persone che sappiano fare il nostro lavoro, che sappiano cioè realizzare i nuovi strumenti di studio che trovate a disposizione nella nostra Scuola. Noi progettiamo e realizziamo quegli strumenti affinché possano aiutarvi a entrare nelle opere d’arte – in oggetti di solito considerati impenetrabili – per carpirne i «segreti», cioè tutta la ricchezza informativa, o meglio enciclopedica, in essi racchiusa, e per acquisire le competenze di chi li ha ideati. Ora in questo Ambiente voi potrete aiutarci a costruirli e implementarli, diventando esperti come noi e affiancandovi a noi nel realizzare e distribuire i servizi non profit che qualificano la nostra Scuola.
Ma per farlo dovete anzitutto completare la vostra formazione umanistica, superando tutti gli ostacoli che a livello scolastico e poi accademico vi hanno impedito di ottenerla: studiare separatamente le materie scientifiche e trattare le materie artistiche solo con un approccio storico e sociologico, scegliere tra una formazione scientifica e una umanistica, trattare la scienza prima come materia e poi come un universo a se stante, senza mai usarla come metodo e come strumento.
Negli Ambienti che vi hanno condotto fin qui avrete avuto modo di imparare ad usare la scienza come metodo per indagare e progettare particolarmente adatto per trattare l’arte narrativa.
Ora noi vi chiediamo se volete imparare a ragionare e ad operare come un vero «umanista», come qualcuno che, tra i tanti compiti che si è dato, si preoccupi anche di trasmettere ai suoi «allievi» e «apprendisti» tutto che lui stesso ha imparato da altri «Maestri», affinché altri, ben preparati come lui, possano continuare a sviluppare le «sue» ricerche e a condurre il «suo» lavoro, indispensabile per arricchire il mondo di nuovi tesori culturali e per formare nuove generazioni di umanisti.
In questo Ambiente Specialistico vi invitiamo dunque a portare la vostra formazione ad un ulteriore livello, quello in cui potrete farne uno strumento formativo oltre che educativo, interpretativo, e autoriale. Portando la vostra formazione al livello «iper-autoriale» potrete infatti contribuire voi stessi a creare gli strumenti più adatti per insegnare ad altri quello che avrete appreso frequentando la nostra Scuola.
Siamo ben coscienti che non è un’operazione facile, e vogliamo che lo siate anche voi. Ma è un’operazione importante e necessaria, affinché quello che stiamo facendo non nasca e muoia con noi.
Questo Ambiente richiede, da parte nostra, una serie non comune di capacità «meta-narrative», e da parte vostra una disponibilità a rimettere in discussione gli strumenti con cui solitamente studiate, insegnate, progettate; strumenti che usate di continuo, anche se in modo necessariamente riduttivo se non siete pienamente consapevoli delle possibilità di sviluppo e applicazione degli stessi. Gli strumenti cognitivi ed elaborativi di cui disponete, e che utilizzate quotidianamente senza averli sviluppati sin dall’infanzia, sono diventati «automatismi», «presupposti impliciti», «modelli standardizzati» che vi aiutano nella soluzione dei semplici problemi comunicativi quotidiani, ma diventano «complicazioni» quando cercate di usarli per creare o comprendere opere più complesse di semplici messaggi. E dal momento che non è per nulla facile liberarsi di questi condizionamenti, occorre studiare come farlo nell’Ambiente giusto, dove imparerete a sostituirli, quando occorre, con strumenti analitici e progettuali più rigorosi e più adatti per trattare i fenomeni artistici, nonché per creare strumenti idonei per insegnare ad altri ciò che avete compreso e appreso, riguardo l’arte narrativa, frequentando la nostra Scuola.
Dal momento che per noi è una necessità moltiplicare il numero dei collaboratori, se vogliamo che la nostra Scuola possa continuare ad offrire formazione a tanti utenti e tanti tipi di utenti, ci siamo impegnati a creare un Ambiente Specialistico, che potreste frequentare anche voi, dopo aver frequentato gli altri Ambienti di Studio.
Ad aiutarci in questa impresa è stato – involontariamente – lo stesso mondo digitale in cui viviamo, dove presto ci si accorgerà con più chiarezza che:
– i mestieri basati sugli «automatismi» – quei mestieri che sviliscono la nostra «umanità» – sono inevitabilmente condannati ad essere sostituiti dall’«automazione»; e proprio i mestieri apparentemente più adatti alla nuova era digitale, come il «programmatore», saranno completamente sostituiti dai «programmi di intelligenza artificiale»,
– l’elaborazione e la trasmissione dell’informazione digitale richiede più competenze di quelle che si possiedono e che si ritiene possano bastare, come erroneamente hanno pensato coloro che, senza sforzare troppo la loro immaginazione frenata dagli automatismi, hanno ideato una «scrivania digitale», un «calcolatore digitale», una «macchina da scrivere digitale», una «centralina di montaggio digitale», un «impaginatore digitale», e sono persino giunti alla conclusione che con ciò la transizione digitale sia compiuta,
– le informazioni depositate nelle biblioteche, negli archivi e nei musei devono essere riorganizzate «reticolarmente», se le si vuole valorizzarle davvero,
– proprio i mestieri umanistici potranno sopravvivere e costituire quell’ambito tipicamente «umano» in cui gli strumenti tecnologici continueranno ad essere di supporto (come lo sono sempre stati per Leonardo Da Vinci o per Galileo Galilei) ma è probabile che non sostituiranno mai interamente le capacità elaborative umane, soprattutto se pienamente sviluppate e applicate in un ambito che richiede un impiego straordinario delle capacità elaborative, come quello artistico.
C’è tanto che si potrà fare molto meglio grazie alle nuove tecnologie e non contro di esse. Tanti mestieri potranno evolversi in modi molto interessanti e promettenti, come già ci mostrano alcuni ambiti applicativi dove gli uomini sono supportati dalle macchine robotiche in operazioni prima difficilmente realizzabili solo dall’uomo (pensiamo ad esempio al campo medico chirurgico e alle ricerche di nuovi farmaci).
Il terrore che pervade ancora l’editoria analogica e il mondo analogico che la circonda, il terrore dei comparti culturali dove sta venendo alla luce tutto quello che gli uomini potrebbero fare ma non fanno, e tutto quello che sanno invece fare meglio le macchine, sono esempi imbarazzanti ma stimolanti di quello che ora finalmente potrà cambiare. È l’occasione per liberare l’uomo dalla schiavitù di lavori alienanti e degradanti. Non sprechiamola.
Testando gli strumenti che avete trovato nella nostra Scuola vi sarete accorti di quello che le nuove tecnologie, se usate bene, possono offrire a chi, come noi, progetta strumenti insieme metodologici e tecnologici per migliorare le attività umane di studio, ideazione, interpretazione, educazione in un ambito, come quello dell’arte narrativa, che richiede competenze straordinarie.
Gli strumenti che realizziamo nelle nostre Botteghe, per offrirli in esclusiva agli utenti della nostra Scuola digitale, sono già una realtà che potete utilizzare e far utilizzare ai vostri cari e ai vostri allievi per prepararvi e prepararli a vivere nell’Era Digitale.
Gli atteggiamenti protezionistici degli stessi che cercano di condizionare il «mercato» culturale e educativo a favore del mercato dell’intrattenimento e della complementare istruzione tecno-economicistica non aiutano, ma non possono impedire, il processo irreversibile di trasformazione digitale di tutti i servizi educativi e culturali. Anche se la rete internet è utilizzata ancora prevalentemente come vetrina per la vendita di prodotti off-line, quella parte di prodotti e servizi che sono già digitalizzati o digitalizzabili, e che fino a poco tempo fa erano distribuiti su supporto, sono ormai tutti progressivamente trasferiti sule piattaforme per essere erogati in streaming. La resistenza del cinema che ancora cerca di mantenere vive le sale mentre la distribuzione su disco è ormai al tramonto, e la resistenza dell’editoria letteraria a mantenere una quota di opere in formato cartaceo e a offrire una scelta tra l’edizione cartacea e quella digitale spesso con una irrisoria differenza di prezzo per poter promuovere la versione analogica, sono solo gli ultimi fuochi di un mondo che fatica a cambiare perché vede nelle nuove tecnologie un nemico anziché un modo per poter raggiungere un mercato mondiale con un confronto onesto che premia chi ha la qualità da offrire.
Le resistenze del mondo analogico ostacolano soprattutto l’attività di quegli enti non profit, come il nostro, che operano per dotare di nuovi strumenti chi lotta senza scopo di lucro contro il degrado culturale.
Tuttavia i primi chiari indizi del cambiamento sono sotto gli occhi di tutti, compresi quelli di coloro che non vogliono vederlo. I supporti su cui memorizzare e conservare le informazioni nella propria casa saranno presto solo un ricordo. Il cloud ha cambiato tutto. I dispostivi per accedere alle informazioni non richiedono più il trasporto e la conservazione fisica delle proprie informazioni. E la stessa nostra mente si può liberare dall’impiego pervasivo della memoria a lungo termine, per dare più spazio all’uso della memoria elaborativa, che si può esercitare su dati esterni ben organizzati e accessibili reticolarmente da molteplici vie di accesso. Finalmente le esperienze depositate di tanti scienziati e artisti nonché esperti di diversi settori divengono accessibili a chiunque voglia affrontare un’attività senza il solo ausilio delle proprie esperienze, dei soli manuali studiati a scuola, dei soli assistenti fisici intorno a lui e dei soli casi personalmente esaminati. Finalmente la mente di tanti autori e studiosi potrà diventare accessibile come rete di conoscenze e competenze da esplorare e acquisire per espandere le proprie. E finalmente le opere degli autori saranno tutte accessibili e linkabili, ovunque si trovino, perché chiunque le possieda fisicamente potrà pubblicarne una copia ad alta o bassa risoluzione sulla rete decidendo anche le modalità di accesso.
Questo vuol dire che tutti saremo potenzialmente più ricchi; non dovremo impoverirci comperando il diritto d’uso di ciascuna opera più le spese e i guadagni di chi l’ha memorizzata su un supporto, di chi l’ha distribuita e di chi la vende in un negozio, ma potremo spendere meglio i nostri risparmi per avere accesso a veri e propri giacimenti di informazioni in cui potremo espandere i nostri orizzonti conoscitivi e mettere alla prova le nostre capacità conoscitive. Questo sta già avvenendo per la musica, grazie a piattaforme non selettive ma esaustive come Spotify per avere accesso a innumerevoli interpretazioni, e a piattaforme come Petrucci Music Library o Musescore per avere accesso ai prima introvabili o costosissimi spartiti.
Il mare dell’informazione digitale ha spaventato per anni i divulgatori e i depositari del sapere a tal punto da proporne una riduzione controllata da loro stessi, o una cessione graduale e parziale dei loro dati, temendo di venir derubati, proprio come ora accade, per contrappasso, con i programmi di intelligenza artificiale che pescano informazioni ovunque possano accedere.
Ora il mare dell’informazione digitale si è allargato ed è giunto ovunque, anche se composto in gran parte di spazzatura come il povero mare naturale che non abbiamo saputo trattare meglio. Ma agganciando con i nostri ami le innumerevoli risorse presenti in questo vasto mare, si possono finalmente progettare opere enciclopediche complesse, espandibili e reticolari, dotate di componenti artistiche e scientifiche esplicite, in modo che strumenti e oggetti di studio interagiscano tra loro senza che chi pubblichi tali nuove opere debba aver acquistato i diritti autoriali di tutto ciò che «correla con esse» (o senza che ne faccia dei riduttivi succedanei per non pagare i diritti d’uso), ma lasciando a chi detiene i diritti relativi di stabilire le condizioni di accesso.
Noi stessi, già quando realizzammo i primi prototipi dei nostri «Sistemi di Studio Reticolare», riuscimmo a mostrare questo scenario futuro – ormai presente – anche se allora il mondo digitale era legato ai supporti ottico magnetici, e la rete internet era agli albori del suo sviluppo. Eppure, già allora eravamo in grado di realizzare Sistemi tali per cui ciò che era già disponibile in versioni digitali – soprattutto la musica ma anche i primi ebook su floppy o cd rom, e i primi film su laser disc – poteva essere correlato dall’esterno ovunque fosse, offline o online, da un sistema che ne conteneva gli indirizzi e linkava virtualmente tutte le risorse prese in esame; un sistema – come i nostri – che oltre a queste connessioni tecnologiche offriva agli utenti un reticolo di lezioni e studi per esplicitare e argomentare la natura delle correlazioni implicite scoperte tra articolazioni di oggetti distanti nel tempo nello spazio e nelle forme espressive, tutti interconnessi in base a diversi criteri tra cui quelli per noi più interessanti: i principi narrativi universali e le soluzioni narrative e compositive elaborate dagli autori. Noi elaboravamo già allora – proprio come continuiamo a fare oggi online – sia il «sistema cognitivo», che gestiva le correlazioni, sia gli studi delle correlazioni tra gli oggetti di studio, che esplicitavano i meccanismi condivisi e spiegavano come l’autore avesse utilizzato i medesimi principi per realizzare soluzioni differenti nelle articolazioni della sua opera. In questo modo, già agli albori dell’editoria elettronica multimediale, noi consentivamo ai nostri utenti di scoprire – attraverso i nostri sistemi dedicati ai capolavori dell’arte narrativa – le regole del comporre e narrare, e al contempo le soluzioni narrative e compositive più raffinate elaborate dai Maestri della narrazione artistica di ogni tempo luogo e forma espressiva.
Grazie alla rete internet, che sollecita i depositari di opere e i curatori di archivi di preziose risorse documentali a rendere i documenti disponibili online e accessibili in qualche forma – gratuita, per le opere fuori dai diritti, e a pagamento singolo o in abbonamento per quelle ancora soggette a diritti d’autore – e grazie a Sistemi come i nostri (che per ora sono i soli realmente reticolari), possiamo finalmente sia scoprire sia studiare tante varianti e tante interpretazioni di opere, di ogni campo artistico, che conoscevamo appena, magari in una sola interpretazione, o che non conoscevano affatto. Ora, infatti, abbiamo a disposizione strumenti che ci aiutano ad esplorare (senza ridurlo) l’affascinante (non più spaventoso) universo dell’informazione; un universo ormai tanto vasto da estendersi senza barriere insormontabili (come le «aree» che riguardano il cinema, ad esempio, ma non la musica o la letteratura) e ben oltre i limiti nazionali e nazionalistici che persino la scuola ci vuole imporre. E sempre grazie a strumenti come i nostri si possono evitare le secche dei cumuli di spazzatura con cui la qualità delle informazioni è volutamente confusa.
Per diventare artisti bisogna diventare «cosmopoliti» e imparare a viaggiare, nel tempo, nello spazio, e tra le forme espressive e i media, come solo il mondo digitale può aiutarci a fare. Provate a immaginare cosa avrebbero potuto fare autori-studiosi come Leonardo Da Vinci, Galileo Galilei, Italo Calvino, se avessero potuto godere delle possibilità che ora abbiamo a disposizione ma non sappiamo ancora sfruttare.
Siete in cerca di ispirazione e non volete inventare l’acqua calda o imitare inconsapevolmente ciò che avete già fatto o avete già letto? Volete imparare da tanti maestri ciò che vi renderà unici grazie alla sintesi dei loro insegnamenti? Ecco che l’era digitale vi viene in aiuto ma solo se avrete anche potenti bussole e potenti strumenti di indagine, comparazione, esplorazione delle innumerevoli varianti di modelli archetipi che incontrerete per studiare, per insegnare, per interpretare, e per creare voi stessi.
Noi vogliamo mettervi a disposizione tutto quello che stiamo realizzando da decenni con l’ausilio delle tecnologie che avevamo a disposizione e con quelle di cui ora finalmente possiamo disporre per svilupparli. Ma vogliamo anche darvi la possibilità di formarvi per collaborare con noi in questa nobile impresa, e acquisire a tale scopo tutte le capacità che faranno di voi i nuovi umanisti del futuro, come la capacità di realizzare nuove edizioni reticolari dei capolavori della tradizione umanistica, che includano tutte le correlazioni interne ed esterne che esse sollecitano ad esplorare e indagare.
Potreste diventare anche iper-autori di una nuova generazione di strumenti di studio per insegnare, agli educatori, agli interpreti e agli autori del futuro, come fare e studiare l’arte con la scienza.
Sta a voi decidere se fermarvi al livello educativo, necessario e sufficiente per comprendere come funzionano i capolavori della narrazione artistica, per riconoscerli, per appezzarli, per ricavare da essi insegnamenti di tipo etico morale e metodologico, e per iniziare a praticare l’arte narrativa anche senza farne un mestiere.
Sta a voi decidere se fermarvi invece al livello interpretativo, e godervi il piacere di narrare e mettere in scena capolavori della narrazione artistica dando ad essi nuova vita, contribuendo a diffonderli e a far venir voglia di conoscerli meglio.
Sta sempre a voi decidere se diventare voi stessi autori, e a tale scopo apprendere, dalle opere dei Maestri, le competenze e le soluzioni più raffinate per realizzare opere come le avrebbero fate loro stessi.
Sta a voi, infine, decidere se diventare anche iper-autori e darci una mano a realizzare gli strumenti che rendono possibile offrire i servizi unici della nostra Scuola. Scegliendo di frequentare questo ultimo Ambiente Iper-Autoriale potrete diventare gli umanisti del futuro, che continueranno a studiare i legami tra i laboratori di ricerca dei grandi umanisti del passato per creare strumenti con cui apprendere e trasmettere i loro insegnamenti, e formare così nuove generazioni di umanisti.
In ogni caso, qualunque cosa sceglierete di fare noi saremo qui ad accogliervi e a supportare le vostre decisioni.