La Scuola di Narrazione Artistica Poliespressiva “Charles Dickens”

L’unica Scuola dove potete acquisire le molteplici e straordinarie capacità dei Maestri della Tradizione Umanistica ricavandole dallo studio sistematico delle opere immortali che essi hanno lasciato in eredità al mondo intero. Un Sistema formativo a più livelli per scoprire e apprendere come sono fatti e come funzionano quei capolavori senza tempo e senza frontiere in cui sono implicitamente racchiuse le soluzioni e le regole per fare Arte con la Scienza.

Perché studiare la narrazione artistica «multiespressiva» e perché apprenderla dai capolavori dei più grandi narratori della tradizione umanistica

Volete imparare a raccontare storie come un abile «cantastorie» e a rappresentarle come uno straordinario »metteur en scene»? La nostra Scuola ha preparato per voi un Ambiente di Studio apposito. Qui, dopo aver appreso come è fatto e come funziona un capolavoro dell’arte narrativa, potrete studiare come interpretarlo, cioè come creare nuovi intrecci, come collegarlo ad altri capolavori in un racconto senza fine, come adattarlo qualora sia in forma letteraria e dare ad esso una nuova forma drammaturgica o cinematografica, come  metterlo in scena e come recitarlo interpretando le parti dei diversi protagonisti ed entrando e uscendo dal racconto in veste di esplicito cantastorie.

Questo Ambiente è stato creato apposta per fornirvi alcune competenze necessarie, per la vostra formazione artistica, che vi aiuteranno a praticare l’atte narrativa sia se vorrete concludere qui il vostro percorso formativo e concentrarvi su come interpretare e mettere in scena i capolavori della narrazione artistica, sia se vorrete portarlo al livello successivo frequentando l’Ambiente Autoriale e studiando come progettare un’opera nei modi in cui lo farebbe un grande autore.

Qualora decidiate di fermarvi qui potrete continuare a studiare per diventare sempre più abili cantastorie e metteur en scene, esercitandovi a interpretare con ogni forma espressiva e mediale i tanti capolavori che sono a vostra disposizione, anche nella nostra Bibliomediateca, affinché ne possiate trarre interessanti adattamenti e progetti scenici; nuove interpretazioni in grado di trasmettere ad un vasto pubblico tutto quello che avrete appreso di quelle opere studiandole come vi abbiamo mostrato e insegnato.

Il salto al livello successivo, quello autoriale, vi consentirebbe di esercitare e praticare l’arte dell’interpretazione, che qui apprenderete, anche su quelle opere più complesse, rivolte ad un pubblico adulto e ben preparato, che prendiamo in esame per voi e con voi proprio nell’Ambiente Autoriale, dove vi insegniamo come sono progettate per poter funzionare così bene sotto ogni aspetto e a ogni livello della loro complessità.

In ogni caso quello che imparerete in questo Ambiente di Studio vi servirà sia per interpretare opere già esistenti sia per progettare opere destinate ad essere messe in scena, come quelle teatrali e liriche. In questo Ambiente potrete anche comprendere meglio cosa differenzia la scrittura letteraria da quella drammaturgica e come l’una si possa trasformare nell’altra. Infine imparerete a controllare sia il progetto narrativo in forma di commedia o libretto-partitura o sceneggiatura, sia la sua attuazione attraverso un progetto scenico adeguato per attuarlo.

Insomma, in questo Ambiente capirete meglio cosa differenzia l’elaborazione di un racconto in forma letteraria, destinato all’utente finale, e quella di un racconto in forma drammaturgica, destinato a voi in quanto interpreti che dovete capire quali spazi vi lascia per il vostro progetto scenico.

In questo Ambiente potrete scoprire quali e quante competenze richieda, quali compiti e responsabilità vi assegni, e quali libertà vi lasci il ruolo «interpretativo» nei confronti di un capolavoro che vorrete e dovrete rispettare, per non trasformarlo in una deludente riduttiva caricatura che non aiuterà in alcun modo la comprensione e la diffusione dell’opera.

In questo Ambiente scoprirete anche in che senso un adattamento e una buona messa in scena non esauriscano mai la comprensione di un’opera e tuttavia possano stabilire un rapporto di «complementarità» con altre messe in scena dello stesso racconto – magari assumendo il punto di diversi personaggi, elaborando un nuovo intreccio, facendo fiorire delle parti di esso anziché altre già narrate – per far luce su aspetti non considerati.

E scoprirete anche che un buon adattamento e una buona messa in scena, o un buona narrazione da cantastorie, mentre non possono sostituire la fruizione dell’opera portata in scena, possono però promuoverne la fruizione in un modo certamente migliore di qualunque recensione o campagna pubblicitaria. Con la vostra interpretazione potrete infatti far venir voglia, a chi vi vedrà e/o ascolterà, di conoscere il capolavoro artistico di cui gli parlerete … utilizzando anche voi, proprio come l’autore di quell’opera, le modalità e i meccanismi dell’arte narrativa. Cosa c’è di meglio dell’arte per parlare di arte?